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  • Immagine del redattoreSimone Marchetti

Soglia di tolleranza e grandi cambiamenti

Ritengo di appartenere a quella categoria di persone che hanno un'elevatissima soglia del dolore. Davvero, sopporto tutto. Fratture, tagli, traumi. Ne ho avuti vari, ma in generale non sono mai stato particolarmente distrutto dal dolore e ritengo di sopportarlo piuttosto bene.


Di contro, però, ho una tolleranza nei confronti della staticità degli eventi e di tutto ciò che percepisco come uno sprecare tempo che è vergognosamente bassa. Una sorta di sofferenza psichica legata alla condizione di vita che tollero veramente poco.


In particolare faccio una grande fatica a sopportare a lungo situazioni dove, qualunque cosa stia facendo o debba fare, mi accorgo che non porterà concretamente e in tempi ragionevoli a progressi o a mutamenti costruttivi verso quelli che sono i miei progetti futuri.


È comunque vero che una buona fetta di routine e monotonia nella vita sarà sempre presente, di conseguenza è inutile ignorare il fatto che ci si ritroverà spesso a dover passare giornate a fare più o meno le stesse cose senza avvertire progressi di sorta.


Nel mio caso però, ogni cosa che scelgo di fare, anche se questo significa dover accettare di abbracciare una monotonia più o meno lunga, deve in qualche modo farmi fare dei progressi verso un obiettivo a breve, medio o lungo termine che sia. Devo percepire che sia così.


Se ritengo di stare sprecando tempo senza ottenere nulla, divento irrequieto. Se lavorassi in una buona azienda con un contratto indeterminato, un buono stipendio e mi fosse richiesto di presentarmi dal lunedì al venerdì, ma dove spesso la maggior parte delle ore fossero costellate da compiti triviali o tempi morti, diventerei insoddisfatto. L'idea di dover semplicemente continuare a fare quel tipo di attività fino alla pensione mi distruggerebbe.


So che tanta gente ci metterebbe la firma. Fai le solite cose, sei pagato bene, non ti è richiesto altro, il posto è assicurato, cosa vuoi di più?


Va tutto bene, finché non devi cambiare le cose sul serio.


Negli ultimi 5-6 anni ho cambiato numerose volte l'approccio alla mia carriera imprenditoriale. Quando mi accorgevo che la situazione non mi avrebbe portato verso i miei obiettivi nel modo in cui volevo io, ecco che partiva l'irrequietezza. Ecco che di fronte a giornate statiche, tempo sprecato o situazioni di crescita piatta, la mia scarsa soglia di tolleranza si faceva sentire. Così provavo a cambiare, a cercare strade simili tramite con approcci differenti.


"Eh ma di che ti lamenti, almeno lavori! Non sei mai contento"


No infatti. Non lo sono. E nonostante tutto, questo mio modo di fare mi ha permesso di aggiustare sempre meglio la traiettoria verso i miei obiettivi. Nessuna delle scelte fatte in passato l'ho rimpianta, e non tornerei indietro.


Negli anni ho anche imparato che per certe cose bisogna giocoforza avere costanza, pazienza e non aspettarsi o pretendere cambiamenti immediati. Per alcune cose è così e basta. Correre o avere fretta fa solo danni.


Ho imparato ad apprezzare il processo, come si suol dire. Spesso la consapevolezza di ciò ha dovuto far la guerra con la mia vergognosamente bassa soglia di tolleranza e tendenza all'insoddisfazione, ma almeno per alcuni aspetti ho imparato a tenere a freno questa parte di me. Per quanto riguarda alcune situazioni specifiche, è stato utile.


Quando però la tua visione della vita e i tuoi obiettivi diventano sempre più chiari, e le condizioni attuali non sono orientate verso di essi e diventa necessario prendere misure per ottenere cambiamenti pesanti, la mia insofferenza verso situazioni in cui l'impressione è quella di trovarsi in uno statico pantano di immutabilità, per quanto profumato e dorato possa essere, è stata di vitale importanza.


La realtà è che se ritenete sia necessario apportare cambiamenti sostanziali alla vostra vita per portarla ad uno stadio successivo in linea con i vostri progetti e le vostre ambizioni, ma vivete una realtà che non sembra in grado di poter favorire granché la cosa, essere molto insofferenti nei confronti di condizioni poco stimolanti e/o statiche, non credo possa essere solo un vantaggio, ritengo sia proprio indispensabile.


Se vi va bene il vostro lavoro che vi annoia a morte ma almeno paga e non dovete fare molto, se riuscite a tollerare bene una routine noiosa ma tutto sommato sicura e remunerativa, sarà molto (ma molto) più difficile cambiare le cose qualora vi accorgeste fosse necessario.


Se volete dare una svolta alla vostra vita, qualunque essa sia, è bene che siate naturalmente davvero insofferenti nei confronti del malessere che vi genera una vita insoddisfacente.


Più è bassa la soglia, più sarete presi da una smania di cambiamento, più è probabile che a cambiare ci riusciate per davvero.

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