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  • Immagine del redattoreSimone Marchetti

La vicenda Joe Rogan e l'oppressione degli estremismi

Non so se seguite Joe Rogan, commentatore MMA nonchè autore di un podcast molto famoso, di recente oggetto di bersaglio da parte dei media mainstream americani e da tutta la cancel culture.


Prima perchè ha ospitato medici di tutto rispetto con idee discordanti rispetto alla narrativa generale della gestione della pandemia, successivamente perché accusato di aver usato la parola dispregiativa nei confronti dei neri (nigger), slang usato tra neri in America ma solitamente piuttosto offensivo se usato da bianchi (è effettivamente il nostro negro), in alcuni suoi episodi del passato.


Ora, cosa è successo. È stato fatto un collage di tutti i momenti in cui Rogan ha usato quel termine, in puntate vecchissime tra l'altro, e prodotto un video di forse una trentina di secondi con la parola ripetuta nelle varie occasioni. Insomma: si prende un frammento decontestualizzato, si mette insieme ad altri simili, anche di anni prima, e si fa il prodottino finale pronto per la pubblica gogna della piazza social mediatica.


Messaggio da trasmettere forte e chiaro: Joe Rogan è un razzista di merda.


Macchinina del fango da manuale, sappiamo già come funziona.


Detto ciò, non voglio dire che Rogan non abbia sbagliato a usare quella parola. In America il tema razzismo è molto più delicato rispetto a come lo trattiamo noi e anche una singola parola fuori posto può creare casini. Rogan ha provveduto a scusarsi, ma la risposta del pubblico è stata curiosa.


Nessuno l'ha presa davvero male. Nessuno crede più a questi mezzucci atti ad infangare la reputazione di un'altra persona, nei modi tra l'altro più squallidi e vigliacchi.


La vigliaccheria è ad oggi l'arma principale, ma la gente inizia (anche se lentamente) a vedere oltre la superficialità.


Oltre a ricevere il supporto di tantissime persone, soprattutto di colore, c'è stato un episodio in particolare che mi ha fatto pensare molto. Prima del suo match per la difesa del titolo pesi medi, il campione Israel Adesanya ha risposto ad una domanda fatta da un cronista a Dana White, il "capo" della UFC, riguardo proprio a cosa ne pensasse lui della vicenda Rogan. Vi allego il video e scriverò sotto una vaga traduzione del discorso principale: https://www.youtube.com/watch?v=NZ9Vq94zGJg&ab_channel=TheMacLife


Intervistatore: Hey Dana, avevo una questione per te riguardo Joe Rogan, c'è stata molta discussione a riguardo... [a questo punto Dana non risponde e prende la parola Adesanya]


Adesanya: Prima di tutto, fammi rispondere, sono nero, posso permettermi di rispondere io a questa domanda. Allora, io sto in questo giro dei combattimenti dal 2008, è pieno di stronzi, è pieno di serpi in questo giro, ma una cosa la posso dire: Joe Rogan è uno dei più buoni, fighi e umili figli di puttana con cui ho avuto l'onore di poter lavorare, capito? E lo sai, fanculo ciò che si dice. Lo sai che cosa stanno cercando di fare, lo sai che non possono controllarlo, ha una delle piattaforme più di successo del momento (il suo podcast), questo è il mio amico Joe Rogan, fanculo ciò che vogliono far credere. (conclude incoraggiando nuovamente Joe a fregarsene e continuare a fare quello che fa).


Perché il gesto di Adesanya è importantissimo e cosa ci azzecca con movimenti estremisti?


Perché i problemi degli estremismi, come ad esempio il femminismo estremo o i problemi del razzismo nei confronti dei neri in America, non possono essere risolti se tutto non parte dai diretti interessati.


Non si risolveranno mai queste menate assurde di accuse di razzismo solo per oscurare o censurare persone, se i primi a svelare l'assurdo in queste macchinazioni non sono i neri stessi.


Allo stesso modo i problemi del femminismo estremo non si risolveranno mai se non saranno per prime le donne a bacchettare le "sorelle" estremiste.


Questo discorso potrebbe andare avanti con altri esempi, ma come per tanti problemi maschili sono gli uomini che devono guardarsi allo specchio e migliorare se stessi per primi anziché puntare il dito verso qualcun altro, così per questioni che riguardano un determinato gruppo sociale o sesso, il cambiamento deve partire dall'interno.


Tornando a Rogan, spero non lo cancellino mai, il suo podcast è davvero una boccata d'aria fresca per approccio e varietà, e per quanto non possa convincere tutti è un bene che continui il più a lungo possibile.

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