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  • Immagine del redattoreSimone Marchetti

Buoni propositi per il 2022

Discorso di fine anno? Mh, si dai.


Avrei voluto parlare di contesti positivi, di quanto sia andato bene l'anno delle mie RaceNetwork e Netmind Social Agency, di quanto il nostro gruppo SmartBit sia in costante crescita e di quanto settori come il motorsport digitale, gli esports e l'online marketing stiano giocando ruoli fondamentali per la crescita di molti contesti.


Oggi forse è meglio tirare qualche somma, che ne dite? D'altronde "ripresa" e "cambiamento" sono anche nostre responsabilità.


È stato l'anno della ripresa e del super cambiamento? Si e no.


C'è molto di più dietro alla reale versione dei fatti, c'è una cultura imprenditoriale che fatica a decollare (o forse mai lo farà) a prescindere da numeri positivi o negativi.


In tutto ciò, perchè non lasciarci con due buoni propositi per l'anno che verrà?


Non i propositi che pretendono di entrare a tutti i costi nella nostra quotidianità, tipo l'ostentare il politicamente corretto, il lanciare nel vuoto messaggi sociali perbenisti e preconfezionati, il dover estremizzare sempre tutto in favore di cause raffazzonate ed ipocrite.


Ecco, il primo buono proposito vero è questo: guardarsi allo specchio.


Siamo pieni di inviti ad eventi che parlano di quanto dovremmo essere coerenti, di convention sul rispetto delle minoranze, di webinair sul quanto è giusto e bello lavorare insieme e valorizzare il prossimo.


Siti web aziendali con sezioni dedicate ai Valori e all'Etica più lunghe che mai, con dichiarazioni da far invidia a testi sacri. Paladini di universi in cui è tutto perfetto, in cui sono loro i vincitori assoluti tra morali sulla trasparenza, sulla correttezza, sul lavorare duro e aiutarsi in azienda tra veri fratelli.


Poi scavi, anche solo di poco, sotto alla superficie e scopri:


Formatori e Coach che si gongolano mostrando certificati di eccellenza inventati e rilasciati dalle loro stesse aziende.


Imprenditori che radunano amici e cugini in ufficio per scattare la foto in cui li spacciano per dipendenti e far vedere che hanno "il grande team".


CEO che pubblicano articoli (scritti da loro) a pagamento su Millionare, Forbes e Il Sole 24 Ore per poi fare post di ringraziamenti alle testate "per aver parlato di loro", degni di performance attoriali da oscar.


Gente con bilanci da fruttivendolo di provincia (con tutto il rispetto per la categoria) che lavora in uffici all'ultimo grido. Pagati da chi, poi?


Proviamo quindi a guardarci un po' allo specchio con onestà.

Recuperiamola, questa dignità.


Con questo clima falso, rischiamo di andare verso scenari di ripresa e cambiamento altrettanto falsi, dove conta solo il contentino e l'applauso facile ma fine a se stesso.


Auguro quindi a tutte le persone che seguono i miei progetti e che ho avuto occasione di incontrare lungo questo percorso un sincero Buon 2022, lontano da chi sta sbagliando strada.


Ah giusto, quasi dimenticavo il secondo buono proposito...

Ma se tornassimo tutti a zappare la terra per un po'?

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