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  • Immagine del redattoreSimone Marchetti

Consigli di pianificazione efficace

Ho deciso di scrivere questo articolo a Giugno perchè è quel periodo nel quale si fanno i conti con la buona riuscita o meno dei propri propositi per l'anno in corso. Sperando che ci stiate riuscendo, vorrei dare qualche dritta sul come ritengo sia più sensato visualizzare e programmare determinati obiettivi. Ovviamente non mi soffermo troppo sul fatto che il non avere un minimo di programmazione renderà difficile raggiungere traguardi di qualsiasi genere, perché la prima cosa che viene a mancare è un punto di riferimento in grado di misurare eventuali progressi e la loro entità. Spesso infatti ci sono persone che effettivamente fanno davvero progressi durante l’anno, ma non se ne capacitano e pensano di essere al solito punto.​Non avendo una minima, anche banale mappa delle mete da raggiungere, non si ha nemmeno modo di guardarsi indietro, vedere dove si è arrivati ma soprattutto da dove si è partiti, e valutare l’entità del percorso fatto, che magari è stato anche più che buono.


Comunque, tornando alla pianificazione. Io sono per le cose semplici. Tre o quattro, massimo cinque obiettivi annuali, differenziati però per aree e priorità. Questa cosa fa tutta la differenza. LE AREE​​


Abbiamo tutti situazioni e vite differenti, ma le aree dove si può voler migliorare nella vita sono sempre le solite, e si potrebbero raggruppare in 5 gruppi base (non in ordine di priorità): Corpo/Salute, Relazioni, Professione, Ricchezza, Crescita Personale. Ovviamente al loro interno possono esserci diversi sotto gruppi, ma le aree sono quelle. Voler dimagrire o voler mettere massa rientra nell’area Corpo/Salute, metter su famiglia in Relazioni, creare un gruppo di persone con cui passare del tempo rientra in Relazioni, salire di livello in una professione rientra, appunto, in Professione, fare più soldi dell’anno prima sta in Ricchezza, comprare casa uguale, imparare a lavorare il legno, a saper parlare in pubblico o a suonare uno strumento rientrano tutti in Crescita Personale.


Chiaro, alcune di queste si sovrappongono. Ottenere una qualifica lavorativa superiore che permette di guadagnare di più influenza anche l’area Ricchezza, ma è comunque principalmente un obiettivo legato all’area della Professione. Comprare casa aumenta le proprie ricchezze materiali (ora hai una casa e prima no), ma può anche influenzare l’aspetto relazionale (avere una casa facilita il metter su famiglia, ecc). PRIORITÀ E ASPETTATIVE REALISTICHE​​


Parlando sinceramente, dubito sia possibile raggiungere più di 1-2 obiettivi grandiosi e radicali all’anno. Per una pura questione di energie da impegnare tra le tante cose da fare.


Questo cosa vuol dire, che dovrei fissarne solo uno o due? E se volessi anche pensare alle altre aree? No, non serve fissarne uno e basta. Potrebbe aiutare quando diventa chiaro che c’è una sola cosa che volete cambiare e vi preme farlo da troppo tempo, ma nel caso non fosse così, c’è la soluzione: distribuire l’impegno. Ma ci arriveremo dopo. Facciamo un esempio. Lavorerò con la fantasia. Una persona X fissa i suoi obiettivi per fine 2023. Vorrebbe perdere peso perchè é sempre stato sovrappeso per tutta la sua vita, vorrebbe migliorare la sua posizione lavorativa (in un'azienda che lavora anche con altri paesi), vorrebbe aumentare del 10% il suo patrimonio netto e smettere di fumare.


Si possono facilmente individuare le aree alle quali appartengono questi obiettivi e come si sovrappongono (smettere di fumare comporterà principalmente un miglioramento della salute ma anche delle spese mensili, quindi aumenterà la probabilità di avere più soldi in banca nel lungo termine). Ora però, bisogna metterli in ordine di priorità, e per la suddetta persona le priorità sono:

1) Perdere peso 2) Aumentare la posizione lavorativa 3) Aumentare il patrimonio 4) Smettere di fumare NON È SPERANDO CHE SI DELINEA IL PERCORSO Definiti gli obiettivi, nulla li farà avverare magicamente. Ci vuole un piano definito e delle azioni chiare che portino ad un percorso misurabile. Solo ciò che è misurabile può essere controllato e modificato. ​ Perdere peso cosa vuol dire? Niente. Diminuire la percentuale di massa grassa entro un intervallo plausibile per una persona non allenata è già diverso. Diminuire la massa grassa vuol dire mangiare di meno e/o fare più movimento. Mangiare di meno e/o fare più movimento non vuol dire nulla. Trovare il proprio introito calorico di mantenimento e decidere di mangiare 200 Kcal al giorno in meno (misurandole!) è invece un vero obiettivo realizzabile. Aumentare la propria posizione lavorativa non vuol dire nulla. Decidere di imparare il giapponese così da poter essere intermediario principale degli acquirenti sul mercato giapponese e quindi fare più commissioni, è un obiettivo già più chiaro e definito. Stare 12 mesi senza fumare è diverso dal dire a se stessi solamente di smettere di fumare. ​E così via. Per ognuno di questi obiettivi, quindi, va chiarito il piano d’azione, e da lì infine le singole azioni quotidiane o settimanali da fare per raggiungerli (allenarsi 4 volte a settimana, mangiare tot Kcal al giorno, fare tot passi al giorno, non fumare, studiare 1 ora al giorno giapponese, ecc.). NON C'È TEMPO PER TUTTO Come spiegavo prima, realisticamente si potranno raggiungere risultati stravolgenti solo in 1-2 obiettivi all’anno. Per gli altri ci potrà essere un miglioramento, ma difficilmente risulteranno radicali. Questo perché non è realisticamente possibile stare dietro a troppe azioni da fare in maniera precisa e costante. Il processo deve essere sostenibile e continuo. Riempirsi la giornata di azioni forzate non vi farà durare nemmeno un mese. Le energie a disposizione ogni giorno sono limitate. Ed è qui che entra in gioco la distribuzione dell’impegno. Ritornando agli obiettivi della persona X, sulla base della priorità, bisognerà adottare due regimi: pieno regime e mantenimento. Ne sceglierà 1 o 2 ad alta priorità, per i quali vorrà ottenere risultati stravolgenti, che andranno a regime pieno, mentre gli altri saranno a regime di mantenimento.​​

Esempio: perdere peso e aumentare la posizione lavorativa sono i 2 scelti. Per questi, l’obiettivo è il risultato stravolgente, quindi perdere 11-12 kg in un anno diminuendo la % massa grassa, e saper interagire quasi all’80% in autonomia con la lingua giapponese. Ancora una volta, è fondamentale essere chiari e specifici nell’obiettivo. Questi due saranno a regime pieno. Vuol dire che la cosa più importante a cui dedicarsi durante l’anno sarà l’allenamento, la dieta misurata e lo studio del giapponese. Per tutti gli altri, il target finale sarà meno grandioso, ma pur sempre un passo avanti. Smettere di fumare andrà ad un regime di mantenimento meno faticoso, quindi anziché togliere del tutto, si limiterà a fumarne 50 a settimana se prima ne fumava 70, ad esempio. Stessa cosa per l’aumentare le proprie finanze, dove si limiterà a cercare di mantenerle tali in attesa di migliorare le competenze lavorative per poi insisterci più pesantemente l’anno dopo. Questo è un esempio, ma spero renda l’idea del concetto di regime pieno e di mantenimento. Tutto è collegato alla consapevolezza che solo per 1-2 obiettivi si potrà davvero arrivare ad un risultato stravolgente e radicale. Sugli altri bisognerà mettere temporaneamente in stand-by o puntare a un risultato finale più contenuto. Riassumendo 1) Concentrarsi sul fissare non troppi obiettivi per l’anno, massimo 4-5. Possono anche essere tutti di una sola area specifica, basta che non siano un’infinità; 2) Organizzarli in ordine di importanza; 3) Sceglierne 1 massimo 2 per i quali si vogliono ottenere risultati radicali e stravolgenti rispetto a dove siete ora, sui quali lavorare a regime pieno, mentre gli altri andranno a regime di mantenimento, o addirittura di contenimento (cercate di far sì che non peggioriate la situazione); 4) Essere chiari e precisi nel definire quale deve essere il risultato. Cose misurabili. Numeri, percentuali, non valutazioni a sentimento. Prendendo nota di tutto da qualche parte. 5) Definire 3-4 abitudini quotidiane/settimanali da rispettare. Sono le azioni e le abitudini che vi faranno raggiungere gli obiettivi, non le liste di cose da fare scritte e organizzate in schemini bellissimi e definiti. Alla fine di tutto, contano solo le azioni. Nel corso dell’anno, avendo scritto e definito tutto in modo misurabile, avrete anche una base con cui valutare l’andamento e i progressi. Per cui, dateci dentro.

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